martedì 21 aprile 2015

Di cosa precisamente hai tanta paura?

Perché devi averne proprio tanta, devi essere davvero spaventato per essere sollevato, appena uscito da messa, dal fatto che settecento persone muoiano annegate, devi essere proprio terrorizzato per desiderare, tu che tieni alla famiglia tradizionale, che affoghino le mamme coi bambini in braccio, i mariti con le mogli incinte, i ragazzi che sono tutta la speranza dei loro vecchi genitori.

Ma di cosa, esattamente hai così paura?
Come si può chiamare, come si è sempre chiamato se non un fifone, un codardo, un vile, chi sano e pasciuto a salamelle e polenta ha tanta paura di qualcuno tanto più debole, più misero, più disperato?

Sei così terrorizzato perché pensi davvero che domani troverai Amal che si è appropriato della tua officina di gommista, seduto alla cassa del tuo bar tabacchi, a chiuderti in faccia il cancello del tuo capannone di minuteria metallica?

Sei davvero convinto che “questa gente”, se non la si farà morire per strada, prenderà possesso della tua squallida villetta a schiera, del tuo garage piastrellato in grés, delle tue tapparelle di plastica? Che caccerà via dalle sua scrivania alle Poste tua moglie dopo che ci è stata seduta vent'anni senza imparare a usare il pc, che porterà via quel posto nella cooperativa di facchinaggio a quel cretino di tuo figlio che mantieni da tre anni fuori corso perché non sai cosa fartene di lui?

Di cosa hai paura? Che il muratore che mandi all'alba sui ponteggi senza casco sia eritreo invece che albanese? Che la donna che imbocca e lava il culo al nonno sia libica anziché equadoregna? Che arrivi un somalo a vendere le rose invece del pakistano che cacci via dal tuo apericena?

Quanto devi essere spaventato, quanta fifa devi avere per perdere il lume della ragione e volere tutti morti, settecento, settemila e sono sempre pochi a finire in pasto ai pesci, ma anche a mitragliarli sarebbero sempre pochi, quanto devi sentirti inerme e minacciato per volere come un topo in trappola mordere a morte chi nemmeno sai chi sia, far fuori chiunque si avvicini.

Di cosa hai paura? Che la prostituta minorenne che ti cerchi ogni venerdì sera – perché tua moglie, eh, si sa – sia invece che moldava yemenita?
Che una massaia siriana ti rubi il posto in fila al supermercato?
Che la compagna di banco di tua figlia invece che da Carugate venga dalla Libia? Che rubi il temperamatite alla tua Sciàron?

Ma quanto, quanto si deve essere vigliacchi per aver paura di qualcuno che scappa?


11 commenti:

  1. ma precisamente che lavoro fai, che hai tempo di scrivere ste minchiate, ma precisamente dove ti documenti, dove non vedi che li accogliamo e poi ce ne sbattiamo e li lasciamo scappare dove gli pare, dove non leggi che quando arrivano alle frontiere shengen non vale per loro, quanti figli hai che sei cosi bravo a fidarti del prossimo...o fai il figo solo a parole e poi quando è ora di andare in chiesa e donare un euro all'asilo parrocchiale non metti mano al portafoglio...la gente come te rovina l'italia

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    1. Sei molto, molto spaventato, Anonimo. E donare un euro all'asilo parrocchiale evidentemente non basta a farti sentire meglio. Ma noto che hai trovato il tempo - vedi, un po' ne hai anche tu - per commentare ma non per rispondere alle mie domande. Peccato, sarebbe stato interessante.

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    2. sei un poveretto, se va bene abiti ancora con mamma e papino che ti risolvono tutti i cazzi della vita...continua a filosofeggiare e ti prego...non andare a votare, non fare altri danni

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    3. Potrei anche non dirtelo, ma in fondo perché no? Non sono un uomo, ho cinquant'anni e due figli, ho sempre lavorato e sempre votato. I miei genitori stanno benino, grazie.

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    4. Ma mi sembra che tu non abbia capito una cosa: non c'è nessuna filosofia in quello che ho scritto, solo alcune domande. A cui continui a non aver voglia di rispondere. Di cosa, precisamente, hai paura?

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  2. Hanno solo paura che venga fuori che sono inferiori sia culturalmente ma soprattutto fisicamente

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  3. Il dramma sono i disonesti intellettuali.

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    1. I "disonesti intellettuali"sono i politici che speculano su questa continua tragedia.
      Volendo citare Stephen Biko: "L'arma più potente nelle mani dell'oppressore è la mente dell'oppresso."
      Condivido in pieno la tua idea... E chi non fa altrettanto non è altro che un oppresso in balia della melma.

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    2. Si, d'accordissimo su questo.

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  4. In effetti qui abbiamo un giovane su tre senza lavoro, ma non c'è da aver paura: uno può sempre arrivare e mantenersi scrivendo cazzate su un blog.

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